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    Questo volta è stato un collega a raccontarci la propria esperienza di una giornata di formazione esperienziale promossa da Unilab Laboratori  Industriali: lo ringraziamo fin d'ora per il contributo che si è offerto di fornirci.

    "Ho partecipato ad una giornata di formazione esperienziale organizzata da Job Select in collaborazione con Maatmox. Ero particolarmente scettico sull’efficacia di tale iniziativa ma ho voluto testare personalmente, partecipando ad un'attività piuttosto fuori dal comune: un'uscita in barca a vela sul lago di Garda!
    Navigare ha un significato metaforico profondo, è un po’ come la vita. Devi prendere una direzione, cercare di seguire una rotta per arrivare ad una meta. Raggiungere l’obiettivo, certo, non è mai semplice. Bisogna superare le difficoltà, imparare cose nuove, oltrepassare le paure. Fa parte dell'essere umano avere delle paure e chi non ne ha non è un uomo, a mio parere. 
    Non sempre nella vita si viaggia con il vento in poppa per cui bisogna ingegnarsi e, perché no, viaggiare di bolina ogni tanto.
    Nonostante le difficoltà è risultato tutto molto divertente e, a tratti, molto appagante.
    E’ stato un modo interattivo per vedere il mondo da un punto di vista differente, dove i colleghi di lavoro sono diventati un formidabile equipaggio.  
    Ho imparato una cosa fondamentale: non bisogna aver paura di chiedere aiuto,  anche se in barca ognuno ha un compito prestabilito e lo deve eseguire senza indugi e titubanze, per la sopravvivenza di tutti.
    Durante la navigazione lo skipper della barca è stato il punto di riferimento, il nostro vero faro.
    A  fine giornata si è confermato un vero leader, togliendosi le vesti di marinaio, facendo emergere in ciascuno noi le emozioni emerse e chiedendoci se nella vita abbiamo un sogno da realizzare." 

    Ho trovato che sia un modo molto coinvolgente di fare formazione aziendale, no? 

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    Ho partecipato ad una giornata di formazione esperienziale organizzata da JobSelect in collaborazione con Maatmox. Quel giorno mi sono staccata dall'usuale full immersion nei servizi di metrologia, di contaminazione industriale, di tomografia industriale, di corsi di formazione tecnica e ho sperimentato l’arrampicata della parete ovest della palestra di roccia di Rocca Pendice (PD): un modo per mettersi alla prova, resistere alla fatica e allo stress, fare squadra e vincere le paure.

    Obbiettivo fondamentale era facilitare l’apprendimento e la conoscenza di sé attraverso un gioco, un’attività, un’esperienza, per poi trasferire i contenuti e i comportamenti appresi nella realtà quotidiana e lavorativa. 
    Più che mai vere le parole del monaco cistercense Bernardo di Chiaravalle  “ troverai più nei monti che nei libri. Gli alberi e le rocce insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”. Una semplice frase, un mondo dietro.

    Sicuramente una giornata intensa: visto la pioggia cadente e la conseguente scivolosità delle pareti del Monte Pendice mi dicevo che non ce l’avrei fatta. E invece è andata!
    Al termine della scalata, i formatori hanno aiutato tutti i partecipanti a far emergere le emozioni e le sensazioni scaturite, le consapevolezze emerse, per poi trasferirle nel contesto di tutti i giorni. E’ stata un’occasione per sperimentare:

    • l’orientamento all’obiettivo (scalare la cima)
    • la scelta delle modalità più idonee al raggiungimento del fine (utilizzo di appoggi e appigli alternativi per raggiungere meglio la meta)
    • la fiducia e lavoro di squadra (lavorare con l’attivatore, colui che a terra tiene la fune, implica riuscire a delegare alcune attività, coordinandosi per un fine comune)
    • la gestione dei momenti critici e le strategie per aggirare gli ostacoli che si trovano lungo il percorso (difficoltà quotidiane che minano il raggiungimento dell’obiettivo)
    • il supporto a chi magari non ce l’ha fatta
    • situazioni nuove e ruoli differenti mantenendo una visione d’insieme

    Facendo riferimento al Learning Cycle di Lewin ed al ciclo di David Kolb, si studia che la formazione passa attraverso quattro stadi: l’esperienza, la riflessione, la strategia, la sperimentazione attiva.

    L’adulto non apprende solo ascoltando e con l’acquisizione di nozioni e concetti: occorre fare esperienza  attraverso azioni concrete, l’osservazione su quanto fatto, vista da diverse prospettive, permette di analizzare e apprendere meglio quel qualcosa.  Successivamente definire una strategia che tenga conto dell’analisi e degli aspetti di miglioramento. Poi mettere in pratica quanto appreso attraverso la sperimentazione attiva. Quindi l’apprendimento dall’esperienza è il processo attraverso cui avviene lo sviluppo umano.

    Mi sono rimaste impresse in maniera particolare  due frasi del formatore: 1) ESSERCI E NON PRESENZIARE E  2) SAPERE-SAPER ESSERE-SAPER FARE.
    In primis ci deve essere la motivazione come elemento propulsore per raggiungere l’obiettivo, sperimentare più volte permette di variare strategie e imparare di più. I comportamenti adattativi, che si generano in situazioni e contesti differenti da quelli a cui si è abituati, permettono alla persona di sviluppare nuove competenze, aprire la mente a diversi punti di vista e imparare le dinamiche di gruppo.
     La competenza acquisita va insegnata e condivisa, deve essere un elemento di scambio reciproco per un fine comune positivo. La competenza non è più sufficiente, ci deve essere del valore aggiunto. Dare utilità alla nostra competenza, fornendo utilità a ciò che facciamo.

    In questa esperienza ho ritrovato molti nessi con il contesto lavorativo, non vi pare?

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    Seconda giornata di formazione esperienziale in Unilab Laboratori Industriali: questa volta l'intervento si è svolto presso una cantina vitivinicola dei Colli Euganei. 

    Condividere la degustazione di un buon bicchiere di vino stimola lo sviluppo di un clima positivo e facilita la conoscenza reciproca tra i partecipanti. Ma anche gli aromi, i profumi, la struttura, il diverso grado di morbidezza e durezza dei vini, ben si prestano ad essere utilizzati per descrivere le caratteristiche del prodotto: un esempio da imitare quando si è chiamati ad identificarsi e ad identificare gli altri, favorendo così una maggiore conoscenza e coesione all'interno del team.

    Degustare, comunicare un vino significa infatti saper riconoscere ed utilizzare le proprie emozioni e sensazioni, saper comunicare in maniera emotivamente intelligente utilizzando un linguaggio comune e condiviso, alla scoperta delle mille note organolettiche che svelano un universo sensoriale.

    La metafora della degustazione viene utilizzata per far comprendere ai partecipanti quanto nella vita di un'organizzazione sia importante utilizzare i corretti processi comunicativi. 

    E' stata un'occasione per fermarsi, promuovere un dibattito aperto, spogliarsi di un po' di sovrastrutture e cercare di immaginare scenari intellegibili e strade concepibili per allinearsi, attraverso una comunicazione aperta, su obbiettivi comuni e condivisi. 

    Come ha detto il leggendario cestista americano di pallacanestro, Michael Jordan: "Il talento ti fa vincere una partita. L'intelligenza ed il lavoro di squadra ti fanno vincere un campionato." 

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